La scala ha la struttura di acciaio lucido nella quale sembra fondersi il bronzo acidato delle pedate ovalizzate degli scalini

La scala ha la struttura di acciaio lucido nella quale sembra fondersi il bronzo acidato delle pedate ovalizzate degli scalini

Per la prima volta Italo Rota progetta una casa: è tagliata su misura per l’amico stilista Roberto Cavalli, sulle colline di Firenze.

La casa di Roberto Cavalli raccontata per punti.

I principi progettuali

Nessun cedimento a tentazioni mimetiche, ma rispetto del contesto naturale; apparente semplicità d’impianto, ma grande attenzione alla qualità dell’ambiente e allo studio della penetrazione della luce solare. Nel progettare la casa per Roberto Cavalli sulle colline alle porte di Firenze, Italo Rota attualizza il principio rinascimentale della scatola prospettica. Sfruttando poi la pendenza del terreno, interra l’edificio su tre lati, isolandolo, per aprirlo completamente al panorama sul quarto. “È come una casa antica. Abbiamo scavato nell’arenaria. Dietro ha un’intercapedine, in corrispondenza della cantina per il vino, dei macchinari, dello studio e della camera oscura. E in più non c’è umidità, perchÈ siamo staccati dalla roccia.” Il concetto di scatola prospettica è evidenziato dalla grande quantità di porte che si aprono su una successione di spazi interstiziali, in modo che il passaggio da una stanza all’altra avvenga sempre attraverso un filtro, una volta totalmente nero, una volta bianco. La copertura diventa un’ulteriore facciata orizzontale, terrazzo panoramico punteggiato dai lucernari.

La distribuzione interna

La pianta è molto semplice: due rettangoli con un passaggio di collegamento. Da un lato, l’atelier fotografico di Roberto Cavalli si sviluppa su doppia altezza e prende luce anche dai lucernari circolari. Dall’altro, un rettangolo leggermente arretrato si sviluppa a piano terra, nella zona giorno con cucina a vista, e al piano mezzanino nella zona notte, che si prolunga nella passerella trasparente conclusa dalla quinta traforata. L’intero spazio è dominato dalla forza animale della scala – struttura vertebrale di un dinosauro? –, scultura di acciaio lucido e bronzo leggermente acidato, realizzata con sapiente maestria da Marzorati Ronchetti, che con Italo Rota collabora a rendere possibili sfide sempre più impegnative.

I materiali

Semplicità nella scelta dei materiali, ridotti essenzialmente a due: l’acciaio nelle sue diverse lavorazioni e il legno di betulla dei rivestimenti, scanditi dalle linee ortogonali che fanno percepire la reinterpretazione del concetto della numerologia rinascimentale.

Il disegno del paesaggio esterno

La scelta di vegetazione autoctona, mediterranea, favorisce la sensazione di spontaneità e naturalezza. Pochi i segni, semplificati, riconducibili all’intervento dell’uomo: la piccola scala, il terrazzamento in arenaria e la piscina, minima, che sembra alimentata da un ruscello artificiale. E la pista dell’elicottero, strumento per “semplificarsi la vita” e superare il problema del traffico e raggiungere l’aeroporto evitando di perdere un’ora. In città si scende sempre a piedi: bastano 15 minuti. L’unico fronte della casa – orientato a nord e al panorama – è interamente vetrato. Una quinta in lamiera di acciaio inox, completamente apribile, è intagliata al laser a formare un disegno vegetale che ricorda le foglie dell’ulivo. Scherma la vista, serve da frangisole e si allunga a diventare parapetto del roof garden.

La casa colorata

Tutta la casa è domotizzata. Si controlla il clima, si regolano a distanza i serramenti e si aprono i pannelli motorizzati della quinta metallica, si scelgono i diversi cromatismi dell’edificio. Perché di sera la casa diventa fonte luminosa – “lanterna” verde, rosa… – attraverso la luce che proviene dalla passerella e dalle griglie.

Progetto Italo Rota

Collaboratori Francesca Grassi, Davor Popovic, Devis Venturelli

Progetto paesaggistico Marco Pozzoli

Direzione lavori Bruno Ulivi

Progettista impianti di climatizzazione Emiliano Galantini

Progetto impianti elettrici e domotici Alessio Martelli

Progetto strutturale Frullini e Lapucci

Realizzazione strutture e arredi Marzorati Ronchetti, Cantù

Costruzione SEI, Firenze

Articolo a cura di Maria Giulia Zunino, foto di Giovanna Silva

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